Dott. Mauro Magnano

Dott. Mauro Magnano, otorinolaringoiatra, responsabile della struttura complessa ORL Asl TO3 (Ospedali di Rivoli e Pinerolo)

Dedico in particolare la mia attività alla diagnosi e alla cura dei tumori del distretto testa-collo. Con questa definizione si intendono sedi differenti:

  • la bocca (cavo orale e orofaringe)
  • la gola (laringe e ipofaringe)
  • le ghiandole salivari (parotide e sottomandibolare)
  • il naso (cavità nasali e paranasali e rinofaringe)

Contatti

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– Studio Medico “San Francesco”,
Via Bogliette 3/C, Pinerolo (TO) Tel.0121396464
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Patologie

PATOLOGIE DELLE ALTE VIE AERO-DIGESTIVE

1)Tumori benigni e maligni della testa e del collo (nei casi iniziali con ricorso a tecniche di chirurgia endoscopica laser-assistita, nei casi più avanzati e complessi con l’utilizzo di tecniche di chirurgia ricostruttiva open) con le seguenti localizzazioni:

-naso
-seni paranasali
-cavo orale
-orofaringe
-ipofaringe
-laringe

2) Tumori cutanei benigni e maligni del distretto testa e collo

3) Tumori benigni delle ghiandole salivari es. adenoma pleomorfo. Cistoadenolinfoma…

4)Tumori maligni delle ghiandole salivari es. adenocarcinomi…

5)Malattie infiammatorie della gola acute e croniche, semplici e complicate:

-faringiti
-faringo-tonsilliti
-ascessi tonsillari, peritonsillari, retrofaringei
-ascessi del collo di diversa origine
-laringiti acute e croniche…

6)Malattie infiammatorie e non delle ghiandole salivari

-scialoadeniti acute e croniche
-scialolitiasi semplici e complicate…

7)Malattie infiammatorie croniche del naso e dei seni paranasali, rinosinusopatie, poliposi nasali…

8)Malattie infiammatorie croniche delle vie lacrimali (dacriocistiti croniche) in collaborazione con gli oculisti dell’Ospedale di Pinerolo

9)Patologie funzionali e non dell’organo della voce:

A) a carico delle corde vocali:
-noduli e polipi
-ipotonie
-paralisi
-edemi
-granulomi
-laringoceli esterni ed interni
B) ogni tipo di manifestazione faringo-laringea del reflusso gastroesofageo

10) Fistole e cisti mediane e laterali del collo

11) Tutta la patologia con indicazione chirurgica a localizzazione cervicale

– diverticolo di Zenker
– patologie della tiroide sia benigne sia maligne

12) Patologie malformative cranio-facciali sia dell’adulto sia del bambino es. malformazioni funzionali del naso -setto e piramide nasale-

13) Patologie comunemente trattate in urgenza:

– corpi estranei delle vie aero-digestive superiori
– emorragie
– epistassi anteriori e posteriori
– sordità improvvise

PATOLOGIE DELL’ORECCHIO E DELL’EQUILIBRIO

1)Sordità infantili e dell’età adulta di diversa origine neurosensoriali e trasmissive (tramite percorsi accurati di diagnosi e terapia)

2)Patologie infiammatorie croniche dell’orecchio:

– otiti croniche semplici e colesteatomatose

4)Malattie dell’apparato vestibolare e disturbi dell’equilibrio:

-malattia di Ménière
-sindromi vestibolari periferiche irritative
-vertigini posizionali benigne

PATOLOGIE OTORINOLARINGOIATRICHE DEL BAMBINO

Patologia infiammatoria ed ostruttiva

-tonsilliti
-adenoiditi
-otiti medie effusive
-apnee ostruttive nel bambino da ipertrofia adenotonsillare

Masse del Collo

TUMEFAZIONI DEL COLLO

ln caso di comparsa di una tumefazione nel collo è sempre bene rivolgersi al proprio medico di famiglia, se la situazione non tende a migliorare nel corso dei 15 giorni successivi, nonostante la terapia proposta dal medico di famiglia, è necessario rivolgersi allo specialista, di tale problema si interessa in genere l otorinolaringoiatra .

DEFINIZIONE:
Un’ anomala tumefazione nel collo.
E’ una condizione relativamente frequente che riconosce cause diverse:
congentite, infiammatorie, tumorali (benigne o maligne)
e che può originare da sedi diverse:
bocca, gola, ghiandoile salivari (parotide e sottomandibolare), tiroide
Di fronte ad una massa del collo risulta ovvio che si dovrà considerare l’ età, la sede di comparsa, la storia clinica ed in definitiva ogni caso va considerato a sè stante!!

L’ iter da seguire per giungere alla definizione deve essere rigoroso e sistematico e talora complesso, richiedendo tempo e pazienza sia al medico che al soggetto .

Considerando l’ età si può ragionevolmente fare una chiara distinzione:

sino a 15 anni per il 90% si tratta di forme benigne, in caso di giovane adulto (16-40 anni) la patologia è per lo più benigna. Il problema può essere grave nell’ adulto dopo i 40 anni, quando  l’ 80% delle masse del collo non di pertinenza tiroidea sono tumorali e quasi l’ 80% possono essere non benigne e frequentemente possono essere espressione di malattia metastatica. In parole povere possono essere la manifestazione di una malatia tumorale maligna a sede nel distretto testa collo, per lo più malattie tumorali che interessano la bocca e la gola.

DIAGNOSTICA

Di fronte ad un paziente con una tumefazione nel collo è necessario informarsi sulla modalità in cui si èe presentata la tumefazione (breve tempo  giorni o presente da settimane/mesi), se ci sono sintomi associati come abbassamento di voce (disfonia) o dolore alla deglutizione (disfagia), perdita di peso, pregresse infezioni (tubercolosi, AIDS) .

Non certo di minore importanza è l abitudine al fumo ed al bere alcolici (birra, vino, liquori) anche fuori pasto, queste abitudini sono spesso correlate alla insorgenza di tumori della bocca e della gola.

L otorinoilaringoiatra deve valutare la bocca, la gola, le ghiandole salivari, la tiroide, la pelle del volto, del collo, del cuoio capelluto (non dimentichiamo che il 70% dei tumori maligni della pelle ha origine proprio sulla pelle della testa e del collo e spesso questo tumore può manifestarsi con una “ghiandola” nel collo).

In seguito al paziente può essere richiesta una valutazione con un esame radiologico, quale l’ ecografia, la TAC o la RMN.

L’ecografia dà un’ idea anche precisa sulle caratteristiche della malattia che ci troviamo di fronte, è di facile accesso edè indicata certamente nel bambino.

La TAC ci permette di definire visivamente (per chi non è un radiologo) l’ estensione del problema e fornisce informazioni sulle caratteristiche delle ghiandole linfatiche che possono essere coinvolte.

La RMN fornisce informazioni simili e complementari a quelle offerte dalla TAC, con qualche informaziuone in più in caso di problemi a carico dei vasi del collo.

Solo in caso di confermata presenza di patologia tumorale maligna può essere necessario eseguire una CT/PET T/B.

Nel percorso diagnostico di una tumefazione del collo risulta fondamentale eseguire un agoaspirato, questa indagine fornisce informazioni sulla patologia che ci troviamo di fronte, permettendo un inquadramento diagnostico molto vicin o alla realtà. Tale indagine permette di distinguere tra problemi chirurgici e non chirurgici, aiuta lo specialista ORL nella scelta di iulteriori indagini radiologiche (TAC , RMN , CT/PET T/B) e pertanto nell ‘organizzare il trattamento successivo.

Quando farla:

in caso non di infiammazione, quando il problema permane invariato dopo adeguata terapia antiinfiammatoria e antibiotica da oltre 15 giorni, nel caso di sospetta neoplasia (bocca, gola, ghiandole salivari, tiroide).

PATOLOGIE (cenni)

In questa sessione si rirtiene opportuno soltanto presentare le forme più frequenti.Con l’anamnesi, l’ esame obiettivo, gli esami del sangue e gli esami radiologici si possono inquadrare forme infettive, malformative/congenite, tumorali.In questa breve relazione verranno considerate sommariamente solo le forme chirrugiche, che sono di pertinenza dello specialista otorinolaringoiatra.

In caso di una tumefazione che insorge nella parte laterale del collo e che tende progressivamente aumentare di volume in un soggetto giovane è ragionevole pensare ad una CISTI BRANCHIALE,  fatto malformativo che deve comunque essere rimossa per via chirurgica (cervicotomia laterale).

Se la tumefazione insorge in sede mediana anteriore, in alto in un soggetto giovane è pensabile che ci troviamo di fronte ad una CISTI DEL DOTTO TIREOGLOSSO,  anche questa è una malformazione e anche questa deve essere rimossa chirurgicamente (cervicotomia mediana).

Nel caso di tumefazione in sede cervicale mediana basaa (al di sopra del giugulo) ci troviamo di fronte verosimilmente ad un problema di possibile ORIGINE TIROIDEA e deve essere studiato prima dallo specialista endocrinologo e poi solo successivamente potrà essere necessaria l’ opera dell‘ otorinolaringoiatra per la asportazine della ghiandola tiroidea (in toto o in parte).

Talora accade che la tumefazione insorga in sede laterocervicale alta, in soggetto adulto, in questo caso ci possiamo trovare di fronte ad un problema di ghiandole salivari (GHIANDOLA PAROTIDE), in tal caso risulta necessaria la asportazioen della ghiandola salivare con particolare attenzione al nervo faciale che decorre all ‘interno della ghiandola salivare (chirugia di competenza dello specialista ORL).

Nel caso di tumefazione che insorge in alto, di lato (al di sotto dell’arco della mandibola) è possibile che la neoplasia interessi la GHIANDOLA SOTTOMANDIBOLARE, anche in tal caso può essere necessaria la rimozione della ghiandola.

Come accennato in precedenza, nel soggetto adulto con tumefazione del collo,  non deve essere mai sottovalutata la possibile equazione

Massa del collo=neoplasia delle alte vie aeree

Soparttutto adi insorgneza nella bocca e nella gola ed in particolar modo nei soggetti che hanno l’abitudine al fumo ed all’alcol.

Nel sospetto di malattia neoplastica di questi distretti l’iter richiede anche una a ttenta valutrazione in fibroscopia della bocca e della gola e se necessaria la stessa valiutazione va ripetuta con il paziente addormentatto (panendoscopia). Tutto questo al fine di riconoscere la sede primitiva di insorgenza.

Accade che nosoatnte tutti i tentati messi in essere :

  • anamnesi
  • esame obiettivo con fibre ottiche
  • imaging (ecografia, TAC, RMN, CT/PET T/B)
  • agoaspirato
  • endoscopia in narcosi

non si giunga alla sede di origine.

– In tal caso si parla di malattia neoplastica maligna ”a focus ignoto”

Di fronte ad una patologia neoplastica maligna il trattamento è variabile e si avvale della chirurgia, della radioterapia, della chemioterapia variamente tra loro articolate.

Questo argomento esula dagli intenti di questa breve relazione

 

RICORDARSI

  • La diagnosi differenziale per una massa laterocervicale include processi flogistici, congeniti e neoplastici
  • Nei pazienti di oltre 40 anni, la massa laterocervicale è in genere neoplastica e, per lo più, maligna
  • Ogni procedura bioptica deve essere preceduta da studio con imaging (TAC; RMN; ECO).
  • La forma congenito/malformativa più frequente è la cisti del dotto tireoglosso.
  • Nelle cisti congenite laterocervicali (cisti branchiali) la più frequente deriva dal II arco
  • Una massa unica laterocervicale sovraclaveare può rappresentare la MTS di una neoplasia toracica o addominale
  • Un agoaspirato sospetto per linfoma deve essere seguito dalla escissione bioptica del linfonodo
  • Un agoaspirato sospetto per carcinoma deve essere seguito da endoscopia in narcosi delle vie aero/digestive superiori
  • L’approccio alle masse del collo è complesso, deve necessariamente essere multidisciplinare, fretta e superficialità conducono a gravissimi danni per il paziente.

 

Visita per Vertigini

Il temine vertigine deriva dal latino “vertere” (ruotare) ed indica soprattutto una illusoria sensazione di rotazione dell’ambiente esterno (vertigine oggettiva) o della propria testa (vertigine soggettiva).

La vertigine è un sintomo che deriva dalla distorsione dei rapporti normalmente esistenti tra il nostro schema corporeo e l’ambiente che lo circonda. La percezione dei suddetti rapporti deriva dalla integrazione (interpretazione) a livello centrale (cervello) da informazioni sensoriali provenienti da diversi recettori (organi di senso):

-occhio

-orecchio interno (organo dell’equilibrio – labirinto vestibolare)

-propriocettori – recettori di posizione e movimento del corpo situati nei muscoli, nelle articolazioni e nei tendini

Quando ai centri nervosi dell’equilibrio giungono, per qualsiasi motivo, informazioni dai recettori periferici, che sono contrastanti tra di loro, si genera una sorta di “disinformazione” sensoriale che il nostro cervello percepisce come una anomala sensazione di “movimento”: la “vertigine” appunto.

In realtà tale fastidioso sintomo, ha il significato di “segnale di allarme” , pertanto il sistema avverte il soggetto che può trovarsi in una situazione sfavorevole per quanto riguarda il suo EQUILIBRIO e che pertanto deve porre particolare attenzione in condizioni .

Come in precedenza segnalato :

Le vertigini, in base alle caratteristiche, possono essere:

Oggettive – il paziente vede ruotare l’ambiente intorno a sè

Soggettive – il paziente si sente ruotare ma l’ambiente è fermo

Le vertigini oggettive sono più frequentemente causate da malattie del labirinto (vertigini periferiche).

Le vertigini soggettive sono più frequentemente causate da disturbi di vari distretti: problemi vascolari, problemi posturali, processi di invecchiamento e talora da patologia del sistema nervoso centrale.

A questo punto è intuitivo che lo studio e la valutazione del paziente con il sintomo vertigine o più in generale con disturbi dell’ equilibrio sia di non facile soluzione, poiché dietro a questo sintomo si possono celare problemi molteplici e come già accennato non solo legati all’organo dell’equilibrio;

L’inquadramento diagnostico prevede :

il momento anamnestico (si tratta di comprendere le caratteristiche della vertigine, la modalità di insorgenza, la durata delle crisi, cosa fa scatenare il sintomo e le patologie altre di cui il paziente può soffrire)

il momento della visita del paziente (studiare i segni che possono accompagnarsi alla vertigine come abnormi movimenti dell’occhio il nistagmo o anomali atteggiamenti della postura)

il momento degli esami (la valutazione della funzione uditiva che sempre deve essere studiata in chi ha problemi di equilibrio, lo studio dei movimenti oculari e un attento inquadramento della postura che sempre o risente o è artefice del sintomo instabilità/disequilibrio/vertigine).

Alla vertigine possono associarsi sintomi di tipo:

-Neurovegetativo: nausea, vomito, tachicardia.

-Otologico: ipoacusia (diminuzione dell’udito), acufeni (percezione di ronzii o sibili che non esistono nell’ambiente).

-Neurologico: tremori, ipostenia (diminuzione della forza), dismetria (alterazione nella esecuzione di movimenti fini), adiadococinesia (perdita della coordinazione in alcuni movimenti), cefalea.

La terapia del paziente con problemi di equilibrio è di non sempre facile identificazione. Tale affermazione dal fatto che se si identifica la patologia come:

– malattia di Meniere

– nevrite vestibolare

– Vertigine Parossistica Posizionale

– Neurinoma dell’acustico

il medico specialista è in grado di proporre un trattamento.

Nella maggior parte dei casi risulta indispensabile una valutazione collegiale del paziente con altri specialisti (neurologo, cardiologo, odontoiatra, osteopata) al fine di ottenere un corretto inquadramento del disturbo e così proporre una terapia adeguata. Terapia che non sarà solo farmacologica, ma che speso richiede l’intervento di altri specialisti che rivedano talora l’occlusione o talaltra l’assetto posturale del paziente. Infine per mantenere il risultato raggiunto il paziente può essere seguito nel percorso riabilitativo con esercizi da eseguire anche al domicilio per migliorare l’assetto posturale. Inoltre particolare attenzione al percorso riabilitativo deve essere volta al paziente anziano fornendo semplici consigli sui movimenti da condurre nelle normali attività al proprio domicilio .